Testamento di Alesio

Testamento di Alesio
“A mio padre ,re del lardo e della cotica,lascio i trenta maiali del porcile di Castagnitiello.
A mia madre regina delle scrofe,lascio il moggio di ulivi al Cantariello
A mia sorella regina delle pacchiane,che si è sposata senza che io potessi vederla,lascio la sottana di mia nonna che non ha mai usato.
Voglio che le mie budelle siano cosi divise: lascio i peli duri come setole al calzolaio di via Laudisio.
Ai litigiosi di Piazza Municipio lascio i miei testicoli.
A Michele il sordo lascio le mie orecchie.
Lascio la mia lingua a coloro che parlano sempre della gente di Sarno,e fanno continuamente cause.
Al macellaio di cappella vecchia lascio il mio intestino perche ne faccia salsiccie.
Ai contadini di Episcopio i femori , perche si facciano il brodo durante la pioggia.
Alle donne di sarno lascio i miei lombi per le notti insonni.
Ai bambini la vescica per fare palloncini, alle ragazze la coda, ai finocchi i muscoli.
Lascio i talloni ai corridori e ai cacciatori, ai ladri lascio le unghie e a colui che sta leggendo il mio testamento lascio la corda che porto sempre con me, perche ci si leghi il collo per impiccarsi.
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